Tre anni trascorsi tra aule, lezioni e giardinetti. Tre anni in cui ne abbiamo viste di tutti i colori. Tre anni in cui è stato detto e fatto di tutto. Un ciclo unico, inimitabile, e che si chiude allo stesso modo di come iniziò. Con una pioggia torrenziale seguita da qualche raggio di sole che fa capolino tra le nuvole poco dopo mezzogiorno.
5 Ottobre 2005 - Una data che non possiamo dimenticare. Era il primo giorno di corsi. Avevamo da poco concluso le scuole superiori. Nel mio caso (Mario) eravamo io e Sabatino (che ha successivamente lasciato) che ci incamminavamo lungo le strade di Napoli. L'obiettivo di quel giorno era arrivare in facoltà, trovare posto e seguire i primi corsi. Era mattina, era il treno (Sarno-Ottaviano) delle 7.11 che ci portò all'università. Giunti nei pressi della sede ci trovavamo dinanzi una muraglia umana. Una pioggia del demonio non ci faceva ben sperare. Dovevamo seguire il corso di Statistica tenuto da Domenico Piccolo. Arrivammo alle 8.05 e ci sedemmo alla terz'ultima fila. Non sentimmo un cazzo. Le due ore seguenti si tennero in aula Spinelli: Corso di Storia Moderna di Elvira Chiosi. Anche lì un casino di persone, e retrocedemmo all'ultima fila. Due ore dopo facevamo ritorno in aula 2, stavolta per le lezioni del soporifero Notaro di Diritto Pubblico. Eravamo io, Sabatino e Tommy Rampinelli. E fu nel corso di quella lezione che conobbi Stefano Cocca. Da lì in poi divenimmo un quartetto inseparabile, per poi ridurci in terzetto. Facemmo qualche conoscenza, ma non molte. Il grosso dei rapporti arrivò in concomitanza con il secondo semestre.
Già, fu in quel periodo che, io e Stefano, conoscemmo e divennimmo amici di Simone, di Marco M., di Bagnasco, e di tanti altri come il mitico Al Capone. Il giro di amicizie crebbe all'inverosimile, parimenti al divertimento ed un milione di vicende, avvenimenti, incazzature che hano caratterizzato la nostra carriera universitaria. Uno spettacolo, indipendentemente dai risultati. Uno spettacolo che siamo stati contenti di vivere.
L'inizio del secondo anno corrispondeva ad uno nuovo slancio di passione per il divertimento e la vita universitaria. Assopita la voglia di studio e conoscenza, davamo libero spazio al divertimento. Le amicizie divenivano sempre maggiori. Si aggiungeva Maria, Robertina, Angela, Maria Chiara, Dario di Sorrento (con il quale approfondivamo i nostri rapporti), Lina, Rosario, l'ingegnere e tanti tanti tanti tanti altri. Contemporaneamente conoscevamo anche il terrore della facoltà, Talitha Vassalli, e la sfidavamo, vincendo e perdendo allo stesso tempo. San Marcellino diveniva il nostro ritrovo estivo abituale, ma le aule cominciavano già a svuotarsi. Si riempivano solo in occasione dei corsi del mitico professore Matteo Pizzigallo. Per il resto tanto vuoto, tante risate, tanti salotti. Tutti uguali e diversi allo stesso tempo.
Il terzo anno vedeva il traguardo sempre più vicino. La laurea, triennale ma pur sempre un pezzo di carta si avvicinava per tutti. Qualcuno aveva lasciato, altri avevano optato per altri percorsi. Il gruppo diminuiva in numero ma vedeva rafforzati i suoi rapporti. Tant'è che si iniziava anche ad uscire insieme, consolidando quanto di buono fatto negli anni precedenti. Il corso di tedesco della professoressa Bandini portava me e Stefano a conoscere molte altre persone. Tra questi vogliamo sottolineare Pasquale Vitale. Un ragazzo buonissimo che merita il nostro affetto e che, in onestà, ci spiace non averlo conosciuto in precedenza. Abbiamo anche avuto il piacere di conoscere il suo sosia, ma questa è un'altra storia.
21 Maggio 2008 - Una data, la seconda, che non vogliamo dimenticare. Si chiude la triennale, almeno ufficialmente. E, per me, finisce un ciclo che mi ha dato tantissimo. Personalmente intravedo il traguardo finale e in questi giorni mi sto preparando per lo sprint . Sono soddisfatto di quanto fatto. E non perchè abbia quasi finito, ma perchè ho avuto l'occasione di conoscere persone che meritano stima e affetto. Persone buone, che riscattano quanto ho passato negli anni precedenti e che mi hanno dato la forza e la volontà di andare avanti e di guardare al futuro con coraggio. Forse questo sarà il primo intervento 'personale' che farò sul blog con l'avallo di Stefano, forse no. Non mi importa. Non ci importa. Quello che adesso conta è solo una cosa. Ringraziare tutti.
Abbiamo voluto scrivere questo intervento per dirvi: GRAZIE DI CUORE.
Siete stati coloro i quali hanno reso piacevole un percorso e, indipendentemente da quello che faremo del nostro futuro serberemo per sempre un ricordo fantastico e spumeggiante di questa triennale che si avvia mestamente verso la sua fine.
Post dedicato a tutti quelli che ci sono stati vicini dal 5/10/2005.
Mario Caiazzo; Stefano Cocca









L’Uomo tigre – “Solitario nella notte…” chi di noi non ha mai canticchiato la sigla iniziale di questo cartone che, benché registri decine e decine di episodi registrati, almeno a Napoli, è possibile visionarne solo uno in dotazione a tutte le tv private. Leggende metropolitane vorrebbero anche la presenza di un secondo episodio, tuttavia le indiscrezioni circa quest’ultimo (nel quale l’uomo tigre risulterebbe dopato) si perdono nella notte dei tempi. Di dubbia provenienza il cattivo della serie, tal Mister X,uno strano figuro dalla pelle violacea (forse proveniente dalla discarica tossica di Pianura), vestito tra l’altro in modo risibile per gli anni 70 del cartone: cappello a cilindro, monocolo, smoking elegante, soprabito e bastone da passeggio. Lavora per conto di Tana Delle Tigri ed è lui che organizza tutti gli incontri-espedienti per uccidere il traditore. Non si conosce nulla sulla sua vita privata, ma chi gli è vicino lo descrive come un uomo dal fare gentile dedito al gioco d’azzardo ed al rutto libero di matrice kantiana. Poiché a Napoli trasmettono solo una puntata non sappiamo nient’altro sul cartone.
I cavalieri dello Zodiaco – Premetto che odio questo cartone ed i suoi protagonisti. Il motivo è semplice semplice. Da piccoli tutti noi bambini eravamo appassionati di questo cartone, il motivo era dovuto al fatto che chiunque poteva riconoscersi in un personaggio a causa del proprio segno zodiacale. Questo per me non era possibile. Io sono del sagittario. Da qui capite il mio odio atavico per Pegasus. Ma veniamo a noi. Questo programma, con ogni probabilità ha svolto la funzione di volano di sviluppo degli ‘atteggiati’. Già perché il caro Pegasus si sbatte come una donnina dai facili costumi forte del suo ‘fulmine di Pegasus’. Una mossa ridicola che tutti abbiamo schifato. Tuttavia, come non ricordare il ‘Colpo segreto del drago nascente’, tecnica che di segreto non ha più nulla. Ma è su Sirio il Dragone che ho intenzione di spendere più tempo. Infatti l’insegnamento che emerge è che “certa gente marca a peste (porta sfiga)”. Già perché nel caso del caro ragazzo bisogna ricordare la sua futura e promessa sposa: Fiore di Luna. Questo personaggio minore ha lo scopo di portare cattive notizie ogni maledettissima volta che entra in scena. Nei primi episodi, ad esempio, ricorda a Sirio che il suo maestro sta tirando le cuoia. Anche più avanti si fa portatrice di brutte notizie. La musica che l’accompagna, inoltre, ha lo scopo di stimolare una buona digestione. Povero guaglione…Ma non solo. I cavalieri dello zodiaco insegnano anche ad essere tolleranti da chi è sessualmente diverso. Un solo nome: Adromeda…